Bones For Life – Ossa per la Vita: I Fondamenti del programma – di Ruthy Alon

La preghiera dell’integrazione

Dio per favore fammi la grazia della flessibilità delle mie articolazioni,
così potrò avere libertà di movimento;
e dammi la forza per allineare ogni vertebra sull’altra,

così avrò un asse affidabile e sicuro;
e la saggezza di riconoscere la differenza.

Ruthy Alon che salta nell’imbragatura tipica del programma Bones For Life

Recenti ricerche della NASA hanno portato all’attenzione pubblica il tema della perdita della massa ossea e hanno trasformato l’atteggiamento verso di esso. Prima delle investigazioni della NASA su questo argomento, il deterioramento dell’osso era percepito come un normale processo dell’invecchiamento. Questa idea ha perduto credibilità dopo che i giovani astronauti, modelli di salute nella civiltà occidentale, ritornavano dallo spazio con ossa deboli. E’ diventato evidente che il tema del deterioramento del tessuto osseo non dipende solo dall’età ma piuttosto è da mettere in relazione con la reazione dell’organismo alle condizioni in cui vive.

Un ambiente in assenza di gravità non fornisce all’organismo gli stimoli che gli sono necessari per costruire la forza delle ossa. Non vengono generate nuove cellule mentre le vecchie cellule proseguono nel completamento del loro ciclo di vita come al solito. Senza una nuova generazione di cellule la popolazione di cellule ossee diminuisce. L’osso diviene quindi debole e a rischio di frattura.

La perdita del tessuto osseo: è un processo naturale irreversibile con l’avanzare dell’età o è una risposta alle condizioni di vita?

La buona notizia è che la NASA ha mostrato che è possibile recuperare la densità del tessuto osseo perfino anche dopo che si è impoverito. L’organismo risponde alle condizioni del proprio ambiente. Al ritorno dallo spazio, e garantendo le pulsazioni ritmiche di pressione grazie al confronto con la gravità, l’osso si rigenera. Questo può essere ottenuto solo se lo scheletro è predisposto secondo una postura che abbia una traiettoria continua ed efficace, capace di sostenere la forza di pressione. Naturalmente ci sono anche aspetti nutrizionali che sono coinvolti in questo processo di recupero.

Per il grande pubblico questo nuovo approccio porta un incoraggiante messaggio. Esiste la possibilità che il processo del deterioramento osseo possa essere reversibile in certe condizioni.

L’intento del programma Bones For Life è di ricreare le condizioni funzionali che sono in grado di stimolare la ricrescita delle ossa, anche se ormai impoverite.

Un notevole numero di studi e ricerche hanno investigato la difficoltà del corpo maturo, specie nelle donne, di fissare il calcio e i minerali dal sangue nel tessuto osseo. Oltre ai rilevanti aspetti ormonali, nutrizionali e chimici del problema, i ricercatori hanno insistentemente sottolineato la mancanza del movimento vigoroso come uno dei fattori coinvolti nel fallimento dell’assorbimento del minerale e dell’indebolimento del tessuto osseo.

Infatti, lo stile di vita occidentale porta alla mancanza di movimento soprattutto quando esso può essere sostituito da macchine. Si considera un miglioramento tecnologico il fatto che il lavoro del corpo viene svolto da ruote, ascensori e scale automatiche. Come è possibile beneficiare della tecnologia senza per questo pagare il prezzo nella nostra fisiologia? Il movimento del corpo come può influire sulla forza delle ossa?

I ricercatori insistentemente sottolineano la mancanza di movimento vigoroso come una delle ragioni per il fallimento del corpo maturo nell’assorbire dal sangue i minerali essenziali per le ossa.

Il movimento naturale è una sfida tra il peso del corpo e la forza di gravità che lo attrae verso il pianeta. Una creatura senza scheletro può muoversi nell’ambiente richiamando lo sforzo muscolare nella contrazione e poi rilasciandosi nell’espansione. Le creature che possiedono lo scheletro hanno un vantaggio, poiché lo scheletro può superare la gravità risparmiando il lavoro dei  muscoli. Se lo scheletro umano è allineato con una vertebra sopra l’altra approssimativamente secondo una linea verticale, così che il corpo possa poggiare su sé stesso, non è richiesto sforzo muscolare per mantenersi in piedi in equilibrio. In questo modo, quando nel fare il passo aumenta la pressione del corpo sul suolo effettuata dalla spinta elastica del ginocchio che si stende, viene prodotta una contro-pressione proveniente dalla terra la cui forza è equivalente al peso del corpo. Quando lo scheletro è organizzato secondo un asse stabile e allineato, la contro-pressione dalla terra viaggia verso l’alto, slancia la postura e rende più facile l’inizio del successivo passo avanti.

Un movimento umano è efficiente in quanto utilizza il proprio peso corporeo per la propulsione del movimento nell’ambiente. Questo sempre e quando lo scheletro può organizzarsi in una certa configurazione e anche nel suo contrario. Lo scheletro deve possedere la capacità di utilizzare le proprie articolazioni nella flessibilità e al contempo di stabilizzare tutte le proprie vertebre secondo un forte asse longitudinale. Lungo questo asse che assomiglia ad un rigido bastone possono dispiegarsi in modo bidirezionale sia la forza del peso del corpo che la forza di risposta del pianeta in una trasmissione che fluisce indisturbata da un capo all’altro del corpo.

Il movimento vince la forza di gravità mediante un impulso vigoroso del passo elastico sulla terra con la forza del peso del corpo. Come reazione la contro-pressione che proviene dalla terra slancia il corpo e lo muove in avanti con facilità. Per far sì che la forza bidirezionale possa trasmettersi da un capo all’altro senza perdita e senza ritardo lo scheletro deve essere organizzato in modo da accomodarsi alla continuità dello stile di trasmissione caratterizzato da un effetto domino.

Nel camminare questo ciclo di pressione e contro-pressione avviene con pulsazioni ritmiche ad ogni passo. Lo scheletro sofisticato è in grado di coordinare le proprie articolazioni e di permettere un soffice abbandonarsi alla gravità quando un piede si stacca dal suolo e procede nell’aria verso il passo successivo. Quando il piede atterra lo scheletro è immediatamente in grado di accomodare ogni vertebra alla successiva, allineando le ossa in un asse uniforme e stabile che sostiene l’impatto della risposta del terreno e lo utilizza per ottenere la verticalità. I ruoli di flessibilità e stabilità sono ora pronti a scambiarsi di nuovo. Nessuno strumento costruito dall’uomo è in grado di compiere una tale trasformazione polarizzata della tessitura della propria struttura alla velocità di un impulso cerebrale involontario.

Questa alternanza dei ruoli tra flessibilità e stabilità, tra il piegarsi e l’allungarsi, tra la morbidezza e la forza, tra l’atterraggio e il distacco, avviene per una abilità automatica di antichi sistemi del cervello. L’uomo non ha bisogno del controllo conscio per poter coordinare le dinamiche del camminare, anzi, gli è persino difficile ricostruirle intenzionalmente attraverso il pensiero cognitivo.

La capacità di superare la gravità e di trasformare il peso del corpo in una forza propulsiva dipende dalla possibilità delle articolazioni di coordinarsi nell’essere flessibili nonché stabili.  Coordinare le articolazioni dello scheletro a lavorare in armonia è una abilità primordiale del cervello. Il potere propulsivo del camminare dipende dall’abilità di allineare la spina in un asse stabile che possa applicare una resistenza equivalente alla pressione esercitata dal peso del corpo così come, nell’alternanza,  arrendersi alla gravità  e rilasciare la fermezza delle articolazioni.

L’abilità di superare la forza di gravità e di trasformare il peso del corpo in una forza propulsiva dipende dalla capacità delle articolazioni sia di coordinarsi  che di adattarsi l’una all’altra.

Meccanicamente, questo modello di camminata elastica alternata ha l’effetto di rinnovare le ossa. Le pulsazioni ritmiche scuotono il corpo e stimolano la circolazione del sangue favorendo la penetrazione dei nutrienti e dell’ossigeno in ogni cellula del corpo. Solo il movimento vigoroso permetterà ai nutrienti del sangue di penetrare nel tessuto solido dell’osso. Solo uno scheletro ben allineato, che coordina le proprie curve, sarà in grado di sostenere in sicurezza il crescente carico della pressione pulsante prodotta dal movimento dinamico che è necessaria per nutrire l’osso.

Di non minore importanza per la salute dell’osso è la fase della circolazione sanguigna che riporta il sangue dalle estremità verso il cuore e i polmoni. Questa è la fase di pulizia dei residui creati nel processo metabolico. Il sangue nelle vene si muove dalle estremità verso l’alto contro la forza di gravità e questa circolazione tende ad essere più lenta rispetto alla fase di nutrimento nella quale fluisce nelle arterie dal cuore verso il basso. Difficoltà e ritardi nel rimuovere le scorie diminuiscono la vitalità e possono perfino portare a malattia.  Il tessuto osseo, al quale la circolazione stagnante e il movimento corporeo intorpidito non hanno consentito di effettuare il necessario ricambio, non è nella condizione di assorbire più nutrienti per il proprio rinnovamento. E’ un tessuto bloccato che diviene vecchio prima del tempo.

Senza il libero flusso bidirezionale le ossa non possono costruire nuove cellule. Diventano porose e deboli, possono fratturarsi in una brutta caduta e persino senza cadere.  Alcune persone si rompono le ossa solo rigirandosi nel letto.

La qualità elastica del movimento dinamico del camminare aiuta il sangue carico di nutrienti a penetrare nel tessuto solido dell’osso. Senza movimento vigoroso, non solo viene negato all’osso il materiale per costruire nuove cellule, ma anche viene ostacolata la rimozione dei residui creati dal processo metabolico e viene pregiudicata la vitalità dell’osso.

Dal punto di vista neurologico, il modello meccanico di una camminata ben coordinata con uno scheletro efficacemente allineato, con movimento ritmico, armonioso, e capace di produrre la pressione elastica, è percepita dall’organismo come stimolo per rafforzare le ossa e rendere il tessuto più denso. Il cervello identifica le caratteristiche dello stile del camminare che richiede ossa forti e imposta il corpo perché possa assolvere con successo questo compito. La camminata ritmica che sostiene il peso e il rafforzamento delle ossa sono intrecciati insieme come la funzione e la struttura si adattano l’una all’altra.

Se la capacità di muoversi è il criterio ultimo per la sopravvivenza, allora la motivazione cruciale di muoversi crea la possibilità di ottenerlo. L’organismo recluterà e metterà in gioco tutte le risorse per soddisfare i suoi bisogni ed eviterà di utilizzare tutte le capacità quando non identificherà una necessità per questo. Ciò che non viene usato si perde. Se una persona non usa un movimento vigoroso e non sfida le ossa con un aumentato livello di pressione l’organismo può interpretare la diminuita attività come una mancanza di necessità di forza. Ne risulta che la motivazione di costruire la forza delle ossa finirà in fondo alla lista delle priorità. Il movimento debole impoverisce non solo la forza meccanica ma anche la sfida motivante.

Ciò che  non viene usato si perde. Senza sfida la competenza non si sviluppa. Senza movimento dinamico l’organismo non ha la motivazione per diventare più forte.

Nella nostra civilizzazione, come risultato di una limitata attività, non solo le articolazioni divengono troppo rigide o troppo lasse, ma anche il ritmo del movimento diviene frammentato dalla mancanza di coordinazione e il modo di camminare perde sincronia. Non solo la linea dello scheletro devia dalla traiettoria della continuità, esponendo segmenti vulnerabili a compressione e dolore, ma anche i meccanismi interni, che lottano per il benessere, cedono al compromesso e rinunciano alla propria urgenza originaria di una piena vitalità.

Quando il movimento diventa debole, c’è sempre meno volontà di muoversi, e la persona cade in un circolo vizioso di deterioramento. Il movimento debole, senza l’elastica relazione con la gravità, fa all’uomo civilizzato quello che la gravità zero fa ai giovani astronauti. Il movimento non elastico non stimola la forza delle ossa e neppure incoraggia la postura eretta. Con ossa deboli e postura collassata il desiderio di muoversi si affievolisce sempre più.

Il circolo vizioso del deterioramento osseo: il movimento debole e privo di elasticità e una postura misera non permettono una azione dinamica e non consentono di stimolare la costruzione di nuove cellule ossee. Le ossa deboli e la postura collassante limitano la volontà e la possibilità di movimento.

Il modo per uscire da questo circolo vizioso è attraverso una accresciuta vitalità nel movimento fisico. Per poter affrontare con successo la sfida dell’aumentata pressione provocata dal movimento dinamico devono essere aggiornate la qualità della organizzazione corporea, la postura e la coordinazione del movimento. Creare le condizioni per aumentare la forza delle ossa attraverso una postura ben organizzata e il movimento dinamico è il punto di partenza del programma Bones For Life.

La pressione richiesta per nutrire le ossa non è una pressione qualsiasi, e non è certamente la massima pressione statica. La pressione che può stimolare il rafforzamento delle ossa deve essere equivalente nel suo volume, modello, ritmo e nella proporzione della sua distribuzione nelle parti del corpo alla pressione prevalente nel più fondamentale dei movimenti: una sana e vigorosa camminata.

La pressione ideale che sostiene la forza e la flessibilità delle ossa si trova in un range di pressione molto specifico. Qualsiasi deviazione da quel livello non sarebbe utile nel migliore dei casi e potrebbe addirittura essere dannosa nei peggiori. La pressione tagliente e cronica causerà erosione. Moderare il livello di pressione non è un compito semplice. Rinunciare alla motivazione compulsiva di esprimere l’intenzione con la massima forza, piuttosto che con la massima sensibilità, richiede consapevolezza e senso della misura.

La pressione specifica che rinforza le ossa deve essere equivalente nel volume, modello, ritmo e proporzione nella distribuzione tra le parti del corpo al più fondamentale dei movimenti: una camminata sana e vigorosa.

Un tema cruciale del programma per stimolare la forza delle ossa attraverso il movimento dinamico è come le persone con un basso livello di fitness saranno in grado di confrontarsi con la sfida di una intensa pressione. Le persone che hanno rinunciato all’attività fisica al punto in cui le loro ossa sono diventate porose e a rischio di fratture come possono fare esperienza del movimento dinamico senza frustrazione e senza farsi male? Le persone con posture deteriorate e le cui opzioni di movimento sono limitate come potranno praticare con una vivacità significativa senza per questo portare danno alle articolazioni vulnerabili del loro allineamento disfunzionale? In verità, le persone che più necessitano del movimento dinamico sono spesso quelle che hanno minor capacità di sostenerlo.

Il tema centrale del programma per stimolare la forza delle ossa è: le persone con un range limitato nel movimento e con posture inaffidabili come possono confrontarsi con la sfida di una pressione intensa senza danneggiarsi?

Infatti la sicurezza personale di ciascun allievo è considerazione primaria nel programma per il recupero della forza delle ossa e questo è il suo specifico contributo. I processi di movimento del programma Bones For Life sono presentati in un contesto di apprendimento che garantisce la moderazione e la cura di sé. Il programma offre molte strategie per proteggere le articolazioni vulnerabili delle curve della spina, le ginocchia, e le anche via via che acquisiscono la funzione dell’elasticità.

Il programma Bones For Life trae la propria efficacia dall’approccio all’apprendimento somatico sviluppato dal Dottor Moshe Feldenkrais (scienziato israeliano, 1904-1984). I suoi metodi Awareness Through Movement®  (Consapevolezza Attraverso il Movimento®) e Functional Integration® (Integrazione Funzionale®) offrono una rieducazione dei modelli abituali di organizzazione motoria. Una chiave centrale dell’approccio Feldenkrais per migliorare una funzione è attraverso la prospettiva dell’integrazione. Per poter migliorare una disfunzione specifica e apparentemente locale e modificare il suo modello controproducente è necessario ri-adattare le abitudini di tutte le altre parti del corpo così che potranno sostenere le nuove opzioni suggerite. Questo modo di intendere la chiave partendo dalla totalità dell’integrazione è congruente con il modo in cui qualsiasi organismo agisce. Un organismo vivente funziona come una rete in cui ogni parte influenza il tutto.

Le abitudini di movimento e di postura,  che sono persistenti come qualsiasi altra dipendenza, iniziano a lasciar andare il proprio controllo sulla persona quando vengono affrontate dalla prospettiva dell’integrazione. Feldenkrais diceva che le abitudini potevano essere cambiate nello stesso modo in cui si sono formate.  Proprio come un neonato acquisisce con una sperimentazione senza fine la maestria delle proprie funzioni motorie come gattonare e camminare allo stesso modo il processo per riformare le abitudini porta lo studente adulto ad esplorare una moltitudine di opzioni inusuali osservando la collaborazione del resto del corpo nello specifico movimento.

Ogni parte del corpo è dipendente dalla collaborazione con l’intero. Questa è la caratteristica di ogni organismo vivente. Il Metodo Feldenkrais® comunica con il cervello per mezzo del linguaggio dell’integrazione. Per recuperare una funzione danneggiata o limitata è necessario negoziare l’accordo con tutte le parti del corpo che si aggiorneranno e ri-adatteranno le proprie abitudini.

Questo processo attiva la facoltà che scopre armoniose soluzioni per il benessere della persona. Raffinare la qualità del movimento risveglia il cervello alla proprietà più basilare di ogni creatura vivente: un impulso non negoziabile di raggiungere il massimo benessere. Invece di una imitazione esteriore di idee autoritarie prese in prestito il ri-apprendimento autonomo attraverso il Metodo Feldenkrais® valorizza il meccanismo di giudizio autonomo e promuove l’ascolto del proprio feedback che può condurre il movimento verso la qualità ottimale.

Conquistare la qualità ottimale della coordinazione del movimento non è puramente un conseguimento fisico. Al contrario, lo sforzo fisico tende ad oscurare la sottigliezza della osservazione consapevole che può elevare verso il movimento ben organizzato.

Scoprire coordinazioni efficaci nel laboratorio dell’esperienza richiede una atmosfera di sostegno che possa dissolvere l’eccessivo attaccamento associato alle abitudini.  Per poter ottenere una tale accuratezza nell’auto-osservazione il confine dello sforzo deve essere portato al minimo. Affinché sia possibile rispettare i confini delle proprie capacità è necessario il movimento lento, ad un ritmo che permette l’ascolto interiore e la consapevolezza. Perfino il confronto con la gravità è reso piacevole nel Metodo Feldenkrais® visto che la persona è sdraiata a terra per la maggior parte del tempo. Il pavimento fornisce l’opportunità di superare le tensioni abituali e di scoprire nuove possibilità in una modalità che venga accettata dall’organismo.

Nel programma Bones For Life comunque è necessario applicare l’aumentata forza del movimento dinamico nel contesto di una postura eretta che sostiene il peso. L’impatto necessario per stimolare la forza delle ossa può essere raggiunto con un movimento elastico che abbia uno specifico e rapido ritmo. Il programma Bones For Life usa il laboratorio della coordinazione che deriva dal Metodo Feldenkrais® e applica i suoi principi di apprendimento somatico integrativo nel contesto degli specifici movimenti dinamici ed elastici e di una postura eretta che sostiene il peso così come è necessario per stimolare la forza delle ossa.

Il programma Bones For Life usa il laboratorio della coordinazione del Metodo Feldenkrais® e applica i suoi principi di apprendimento somatico integrativo allo specifico contesto dei movimenti dinamici ed elastici e della postura eretta che sostiene il peso come necessario per stimolare la forza delle ossa.

Il programma Bones For Life offre una varietà di misure protettive per garantire la sicurezza del corpo nonché la possibilità del distacco dai modelli abituali. Lo strumento principale per affrontare la pressione per sostenere il peso senza rischio di danni è una striscia di tessuto, lunga 7 metri, che viene avvolta attorno al corpo come una imbracatura.

L’imbracatura tiene il corpo compatto fornendogli la forza affidabile di un asse. Essa guida ciascuna articolazione nell’assumere la propria disposizione proporzionata secondo un più funzionale allineamento in modo che l’abilità del corpo di esercitare resistenza possa aumentare. Questa esposizione delle ossa ad una accresciuta pressione nel movimento è la risorsa per la loro guarigione. L’imbracatura permette anche ad una persona con un corpo non ben organizzato di fare esperienza su di sé di un modello di postura più efficiente con la quale può sviluppare sia una sicura immagine di sé nonché la capacità effettiva di praticare movimenti con carico di peso senza rischio. Alcuni quotidiani movimenti rimbalzati praticati avvolti nell’imbracatura procurano l’occasione per ciascuna parte del corpo di sviluppare la propria parte di responsabilità verso uno stile migliorato di auto-organizzazione. Subito dopo l’allineamento migliorato è spontaneamente riflesso nello stare in piedi senza la stampella dell’imbracatura e può costituire l’inizio di una postura aggiornata.

L’imbracatura, una striscia di tessuto lungo 7 metri, tiene il corpo compatto garantendogli la forza di un asse verticale. Essa consente persino ad una persona con un corpo non ben organizzato di fare esperienza su di sé di un modello di postura più efficiente  con la quale può sviluppare sia una sicura immagine di sé nonché la capacità effettiva di praticare movimenti con carico di peso senza rischio.

Un altra modalità per un apprendimento sicuro è l’uso di un muro per lavorare in resistenza. Spingere il muro con le mani o con i piedi rimanendo sdraiati garantisce una più efficiente via di trasmissione della pressione attraverso lo scheletro. Appoggiare la schiena al muro stando in piedi fornisce una migliore possibilità alla forza prodotta dal piede di generare un effetto domino per una trasmissione della pressione, morbida e sostenuta, che fluisce su da un capo all’altro.

Aggiungere la sfida di alterare la superficie del muro usando vari materiali può incoraggiare la postura a ri-allinearsi in un modo che evade dalle vecchie abitudini nonché risveglia il cervello verso l’intelligenza dell’adattamento. Dopo aver appoggiato la schiena su una superficie alterata di muro la persona inizia a camminare sul posto. Nel contesto di questo modello naturale di camminata, che il corpo comprende e con il quale è in confidenza, l’allineamento della postura viene rinforzato. Le vecchie abitudini così iniziano ad aprirsi e a trasformarsi. L’attività del camminare rinforza l’appena appreso allineamento della postura e la fissa. Il movimento ri-organizza la struttura nel quale opera. La combinazione del creare un cambiamento nella struttura all’interno di un contesto di pratica di una funzione dinamica porta a sorprendenti miglioramenti.

I novanta processi di movimento del programma Bones For Life usano  configurazioni di movimento che derivano dal repertorio di modelli motori che si trovano in natura. Questi modelli sono stati selezionati per la massima efficienza per milioni di anni di evoluzione. Sono registrati nella memoria funzionale delle specie. Riattivare queste formule primordiali fornisce l’accesso ad una riserva di conoscenza che risveglia il cervello al suo talento principale – la determinazione nel raggiungere il benessere. E’ come quando vengono accennate poche note di una lungamente dimenticata canzone dell’infanzia che subito siamo in grado di proseguire a cantare con gioia.

Alla fine di un processo di movimento che è stato appositamente progettato con l’intento di rinforzare le ossa il corpo sceglie spontaneamente una postura migliore. La testa si trova sulla cima della spina e, nel camminare, il movimento fluisce con armonia e pieno di vitalità.

Dopo aver fatto esperienza di una organizzazione più efficiente con la pratica del programma, tutti i movimenti della vita quotidiana continueranno a sostenere il progetto di rinforzare le ossa. La pressione elastica del camminare fluirà senza interferenze attraverso lo scheletro ben allineato senza rimanere bloccata da barriere posturali. Le pulsazioni della pressione in un corpo ben organizzato arrivano da un capo all’altro senza perdita di forza e ritmo favorendo la circolazione sanguigna nel penetrare anche il rigido tessuto dell’osso e di nutrire il rinnovamento delle cellule.

Tutti i processi del programma Bones For Life usano configurazioni di movimento derivate dal repertorio di modelli motori che si trovano in natura che sono stati selezionati per la massima efficienza per milioni di anni di evoluzione.

Le ossa sono organi vivi e reattivi ed è possibile fornire loro le condizioni originali adatte per stimolare la loro forza. La salute delle ossa è parte dell’ecologia personale di ciascuno e si trova nelle mani e nei piedi di ogni uomo e donna senza sottomettersi a nessuna autorità esterna. Ogni persona che può camminare è in grado di arrestare, ad un maggiore o minore grado, il processo di impoverimento delle ossa. Il deterioramento può essere persino invertito per mezzo del movimento naturale. Test clinici, eseguiti dopo un periodo di lavoro di quattro mesi da parte di un gruppo di studenti di Tel Aviv (2001), mostrano risultati davvero incoraggianti.

Ogni persona può imparare al proprio ritmo, gradualmente e in sicurezza, i modelli fondamentali del movimento naturale e può ri-impadronirsi di uno stile ricco di pressione elastica e quindi offrire all’organismo la chiave per rinforzare le ossa.

Il movimento naturale, che risuona in ogni parte del corpo, le integra tutte in una aggraziata armonia. Organizza il corpo sia per la stabilità che per la flessibilità. Inspira la fiducia nelle proprie ossa così come la libertà delle articolazioni. La gioia che procura il praticare movimenti vigorosi con facilità e successo è un compagno costante dell’attività dinamica. Questa gioia io la chiamo ottimismo biologico. L’ottimismo biologico nel riconquistare il movimento naturale è il reale beneficio del programma e il rinforzare le ossa è il bonus.

Ottimismo biologico: il vero beneficio del programma. Rinforzare le ossa: il bonus.

©2010 Bones For Life, Ruthy Alon

Questo testo è una versione italiana di The Program Concepts, dal sito ufficiale del programma Bones for Life®.

L’originale in inglese si trova al link  http://www.bonesforlife.com/concepts.asp.

Traduzione di Daniela Agazzi, per www.ProgettoFeldenkrais.it, agosto 2010. Si permette l’uso del testo completo o parziale di questa traduzione con l’unica richiesta di citare la fonte, sia dell’originale che della versione italiana.

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